| *la professoressa Erzsebet entrò nell' aula di Aritmanzia un pò affannata ; in effetti, i giorni di assenza che aveva fatto dalla scuola non le permettevano un attimo di tregua, ora che era tornata, e doveva lavorare a tappe forzate... quel giorno i pesanti tomi che era solita portare sempre con sè ad ogni lezione erano ancora più grandi e inquietanti del solito, con nomi agghiaccianti come " la Matematica, ovvero ciò che di buono accomuna maghi e babbani ", " Pitagora e i numeri " o " la simbologia del 7 : il numero perfetto? ". deposti i libri sulla cattedra con il solito colpo di bacchetta, la professoressa si voltò a fronteggiare la classe terrorizzata. - benvenuti! benvenuti alla vostra prima lezione di Aritmanzia! come certamente saprete, questa materia è una delle più antiche e affascinanti dell' interno mondo, non solo magico, e si propone di analizzare il valore mistico dei numeri e la loro simbologia. ad esempio, chi di voi non ha sentito dire che 7 è il numero perfetto? ecco, l' aritmanzia si propone di spiegare perchè 7 dovrebbe simboleggiare la perfezione, e , in un profilo più avanzato, aiuta anche a capire le regole basilari del mondo- ; gli studenti parvero confusi : cosa c' entravano i barbosi numeri con le leggi del mondo? la professoressa , di fronte a quelle espressioni scettiche, sorrise e si apprestò a spiegarsi meglio : - vi siete mai chiesti, ad esempio, come facciano i pianeti a stare sospesi nel vuoto? ve lo dico io : grazie a complesse formule matematiche. e allora, si dicono gli aritmanti magici e i fisici babbani, se il risultato di quei calcoli è in grado di permettere a degli oggetti di stare in equilibrio nel vuoto, forse quel numero ha una valenza particolare! forse, diciamo noi, è magico!- ; la professoressa parve entusiasta e rapita dalle sue stesse spiegazioni, ma gli studenti sembravano sempre più scettici. - il fondatore di questa scienza è , naturalmente, Pitagora. Pitagora , infatti, fu un filosofo greco classificato fra i Presocratici, e fu il primo, nell' antichità, a cogliere il valore mistico e magico dei numeri. naturalmente, questa conclusione era già stata avviata da secoli di storia, ad esempio dagli astronomi, ma fu lui il primo a teorizzarla ufficialmente. il modo più semplice per comprendere la filosofia di qusto primo aritmante greco, però, è di compiere i nostri calcoli mediante dei piccoli sassolini, così...- , la professoressa fece comprarire dal nulla alcune pietruzze tonde, che si disposero a formare un triangolo equilatero, - ... e questa che vedete rappresentata è, per Pitagora, la figura della perfezione. infatti, essa è composta da 10 sassolini che si dispongono esattamente 4 per lato. -; la professoressa colpì delicatamente uno dei sassi con la bacchetta e quelli, volteggiando a mezz' aria, si disposero in una figura composta da solo 5 sassolini, un pentagono. - questa figura, secondo la filosofia Pitagorica, rappresenta qualcosa di chiuso e limitato, cosa che, per la cultura greca, era sinonimo di compiutezza e quindi di perfezione. per questo, secondo Pitagora, i numeri dispari, in quanto completi, erano numeri perfetti. tutto chiaro? - ; nessuno si azzardò a rispondere, ma la professoressa proseguì comunque la sua litania:- il massimo esempio di numero illimitato, e quindi imperfetto, era il 2, mentre il numero 1 era considerato il principio di tutti i numeri, e quindi di tutte le cose, poichè a quell' epoca non si conosceva ancora lo zero; come tale, l' uno è detto "parimpari", poichè , come principio di tutte le cose, risulta al di fuori delle classificazioni di pari e dispari, di imperfetto e perfetto; i numeri della giustizia, per Pitagora, erano il 4 e il 9, poichè formati dal primo quadrato pari ( 2 alla seconda dà 4 ), e dal primo quadrato dispari ( 3 alla seconda dà 9 ); infine, il numero più importante - e qui la professoressa alzò significativamente la voce e fece una breve pausa, -, è il 7, di cui si dice che " non è generato e non genera", e anche in molte religioni, come ad esempio quella ebraica, il 7 era ritenuto un numero incalcolabile, che simboleggiava quindi la perfezione : non a caso la parola " sette " viene dall' ebraico " sheba ", che significa " perfezione ". ed oggi, nel mondo magico, il 7 è ritenuto il numero più potente, il numero indistruttibile, del potere supremo e della sconfitta della morte. - la professoressa rimase un istante in silenzio, fissando la classe ammutolita; poi, con un colpo di bacchetta, fece sparire i sassolini rimasti a mezz' aria e assegnò i compiti, prima di allontanarsi dalla classe: - fate un tema, di minimo dieci righe, su tutto quel che sapete riguardo Pitagora, non solo quello che vi ho spiegato io oggi, ma anche altre notizie ! bene, alla prossima lezione!- |